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Ecologia dell’ambiente

PNAS: “Demografia e urbanizzazione incidono molto su livelli di CO2″.

October 27th, 2010 by Niccolò in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Terra

I cambiamenti nella crescita della popolazione, l’invecchiamento e l’urbanizzazione, potrebbero influenzare significativamente le emissioni globali di anidride carbonica nei prossimi 40 anni.

La ricerca, apparsa su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), è stata condotta da un team internazionale di scienziati.

Lo studio ha dimostrato che un rallentamento della crescita demografica, seguendo uno dei percorsi di crescita più lenta considerato plausibile dai demografi delle Nazioni Unite, potrebbe contribuire a ridurre significativamente le emissioni di gas a effetto serra.

I ricercatori hanno scoperto che questa lenta crescita sino al 2050 potrebbe dare una diminuzione dal 16% al 29% delle emissioni.

Globalmente, il tasso di crescita della popolazione umana è in fortissimo calo, sebbene gli ultimi 100 anni abbiano visto un rapido aumento della popolazione grazie ai … continua

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Grom: una grande gelateria sostenibile.

October 21st, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato.

Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in “tempio di consumo”, ossia un centro di prodotti che sappiano anche dare una valenza etica agli acquisti, che possono così fornire e concretizzare dei valori sociali.

Si vedano imprese che operano scelte finalizzate a offrire esempi veri di questi valori sociali, ad esempio con i prodotti a chilometro zero, i contenitori delle batterie scariche, i depliant sulla raccolta differenziata, etc…

Quindi la grande distribuzione oggi cerca di offrire non solo prodotti ma anche servizi: così Torino diventa grande protagonista del prodotto ecologico Grom Loves World”.

Grom è una gelateria sostenibile dall’impronta particolare, ben organizzata, di proprietà di due giovani torinesi, che qualche anno fa hanno stabilito i cardini della loro azienda:

  1. utilizzare carta certificata, ossia che provenga da foreste correttamente gestite; sostituire la plastica (che deriva dal petrolio) con la bioplastica, che deriva invece dall’amido di mais;
  2. fare la raccolta differenziata di tutti i materiali utilizzati nel consumo di un gelato (coppette e carta da un lato cioè nella carta, coni e cucchiaini dall’altro, cioè nell’organico).

“Grom sa che una grande azienda non è tale solo per la qualità di ciò che produce, ma anche per l’atteggiamento che assume nella società civile”. Questo è uno dei punti centrali di questa azienda agricola. Date un’occhiata al loro sito internet: GromLovesWorld.

Leggi anche il post: Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli.

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Legambiente stila il rapporto 2010 sulla vivibilità ambientale delle città italiane: i grandi centri urbani vanno male.

October 21st, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

La diciassettesima edizione di “Ecosistema urbano”, generata dalla ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia, ha stilato la classifica delle città italiane più rispettose dell’ambiente.

Si parla di “città virtuose”: ebbene, per quanto riguarda la tematica della salute ambientale, queste città virtuose appartengono tutte alla zona settentrionale del nostro paese. Bologna, Livorno, Siena, Bolzano, Parma, La Spezia, Pordenone, Belluno, Verbania.

Concentrandoci sui PM10 (sostanze inquinanti nell’aria), le città migliori sono Matera, Potenza, Siena, mentre le peggiori sono Milano (che raggiunge altissime concentrazioni di ozono), e a seguire Napoli, Torino, Frosinone, Siracusa.

Per quanto riguarda l’acqua potabile, Milano occupa il primo posto della classifica in negativo, seguita da Lodi e Pescara, mentre Agrigento, Pistoia e … continua

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Fanghi rossi: le autorità ungheresi sminuiscono i rischi, ma a quale prezzo?

October 18th, 2010 by Elisa in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

Lunedi 4 ottobre a Kolontar, in Ungheria, si rompeva una chiusa contenente 700.000 metri cubi di fanghi rossi tossici, causando un disastro inaudito. Il governo ungherese, oggi, sminuisce quanto è accaduto, prendendo provvedimenti che l’associazione ambientalista Greenpeace ritiene irresponsabili: vediamo perché.

Il governo ungherese ha deciso alcuni giorni fa di riaprire lo stabilimento produttivo (per il momento tolto alla società Mal S.A. e nazionalizzato) da cui si è riversato il fiume di fango corrosivo.

Ed ha deciso anche di procedere al reinsediamento delle persone evacuate dall’area colpita: a ognuna di loro, l’unità di crisi ha consigliato di indossare in maniera permanente mascherine contro la polvere.

Secondo Greenpeace, si tratta di un atto “assolutamente irresponsabile” dal momento che non ci sono elementi obiettivi per ritenere la zona sicura e perché non sono state ancora individuate le cause del disastro ambientale. Perché far tornare così presto le persone nell’area in cui si è verificata la più grande catastrofe … continua

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La COOP lancia la campagna “Acqua di casa mia”.

October 15th, 2010 by Niccolò in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Eventi, Sviluppo sostenibile

Acqua del rubinetto o in bottiglia? Disputa molto importante, ravvivata dagli interventi degli ambientalisti a più riprese. Ma scende ora in campo un colosso della grande distribuzione.

“Sapete quanta strada deve fare l’acqua per arrivare a casa nostra?”

Così esordisce Luciana Littizzetto nello spot della COOP.

La campagna si chiama “Acqua di casa mia”, e si basa sulla sensibilizzazione all’uso dell’acqua del rubinetto, e invita a riflettere su numeri chiari, esposti in bella vista sugli scaffali, insieme alle caraffe filtranti di marchio Coop.

Con 195 litri a testa all’anno, gli italiani sono i primi consumatori d’acqua in Europa, terzi nel mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Dalle fonti alla tavola, il trasporto muove 480mila tir, che, messi uno accanto all’altro formano una fila di 8mila chilometri (Roma-Mosca andata e ritorno).

Questa operazione Coop non punta al guadagno, allo sfruttamento di una idea generale per trarne profitti, ma è un investimento nel futuro, che può senz’altro condurre, in realtà, a delle flessioni di guadagno sull’acqua da parte dei marchi.

La Coop intercetta un trend preciso, quello della diminuzione del consumo di acqua imbottigliata, ma avrà in futuro un consumatore diverso, più maturo e sensibile.

Dopo l’intro iniziale, la popolare comica prosegue lo spot entrando in cucina e avvicinandosi al rubinetto: “…e pensare che hanno inventato una cosa chiamata <tubi>. Per inquinare meno bevo l’acqua del rubinetto: la Coop si impegna a darci un’acqua minerale che arriva da fonti vicine”.

Bisogna insomma rivalutare e utilizzare l’acqua del rubinetto, utilizzare (eventualmente) degli espedienti per depurarla, e preferire sempre le fonti vicine.

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Premio Ambientalista dell’anno 2010: Legambiente lo dedica a Luisa Minazzi.

October 15th, 2010 by Elisa in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Varie

Ogni anno l’associazione Legambiente e la rivista La Nuova Ecologia organizzano il “Premio Ambientalista dell’anno“, che da quest’anno sarà dedicato a Luisa Minazzi, la donna-simbolo della lotta all’amianto che, nel luglio scorso, è stata purtroppo stroncata dal mesotelioma pleurico.

Luisa Minazzi, morta poco più che cinquantenne, è stata protagonista di importanti battaglie ambientaliste, e soprattutto ha guidato per anni la protesta contro l’amianto facendo luce su una tematica scottante, volutamente dimenticata dallo Stato per troppo tempo.

Suo padre faceva l’operaio alla Eternit e da piccola varie volte Luisa aveva giocato con la polvere bianca dell’amianto.

Poi, quando era apparso evidente che questa fibra se inalata provocava gravi malattie quali l’asbestosi e il mesotelioma pleurico, aveva deciso di combattere contro l’Eternit partecipando a cortei e manifestazioni e fondando la delegazione di Legambiente a Casale Monferrato.

Nel 1986, l’Eternit è stata chiusa ma ancora oggi la gente nel casalese muore di amianto: circa 1 persona su 3 si ammala di asbestosi o di mesotelioma pleurico. Così, … continua

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Fanghi rossi in Ungheria: morie di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio.

October 8th, 2010 by Sara in Acqua, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

Tibor Dobdson, portavoce delle squadre di soccorso ungheresi, ha detto a Reuters che ci sono notizie di morie sporadiche di pesci nei fiumi Raba e Monsoni-Danubio, contaminati dalla fuoriuscita.

Le squadre al lavoro sono impegnate nel ridurre l’alcalinità della fuoriuscita, avvenuta lunedì scorso da un bacino di contenimento in una fabbrica di alluminio, poi riversatasi nel Raba, affluente del Danubio.
Quattro ore più tardi è arrivata al Mosoni-Danubio, un ramo meridionale del Danubio.

Quattro sinora i morti per il disastro ambientale, tre i dispersi, mentre i feriti sono 150.

A Gyor, città nel nordovest dell’Ungheria dove il Raba confluisce nel Danubio, un giornalista Reuters ha visto schiuma bianca e pesci morti a galla.
Ieri erano già stati trovati diversi pesci morti dopo che che i fanghi rossi contaminanti fuoriusciti da una fabbrica di alluminio in Ungheria avevano raggiunto il secondo … continua

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John Holdren attacca i negazionisti dei cambiamenti climatici.

October 7th, 2010 by Niccolò in Clima, Ecologia dell'ambiente

Il consigliere scientifico del Presidente Barack Obama, John Holdren, esperto in Scienza e Tecnologia, nonché presidente del PCAST (Advisors of Science and Technology) ha cercato di “smontare” i negazionisti, dopo aver preso la parola al Kavli Forum di Oslo.

Gli Stati Uniti hanno ricevuto molte critiche negli ultimi anni per non aver dato un’impronta convinta alla loro lotta ai cambiamenti climatici. Ma Holdren afferma ora che l’Amministrazione Obama ha compiuto grandi progressi sulla questione.

“La maggioranza delle persone forse non è sufficientemente consapevole dei molteplici modi in cui il clima influenza il nostro benessere; non solo ci influenza l’impatto dei modelli climatici, ma anche la disponibilità di acqua, la produttività dell’agricoltura e delle foreste, la pesca, la diffusione delle malattie, la necessità di fondi da spendere per l’adattamento e la sopravvivenza delle specie in tutto il mondo”.

Gran parte del discorso di Holdren si è concentrato su quelli che lui chiama i “cinque falsi miti” del cambiamento climatico, compresa la tesi secondo cui il riscaldamento … continua

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I fanghi rossi: da rifiuti pericolosi a coadiuvanti nel recupero ambientale.

October 6th, 2010 by Elisa in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Flora e Fauna

I fanghi rossi sono i prodotti di scarto derivanti dalla lavorazione della bauxite durante il processo di estrazione dell’allumina. Se non trattati presentano alte concentrazioni di idrossido di sodio e quindi sono caratterizzati da un elevata basicità (pH simile a quello della candeggina).

I fanghi rossi costituiscono lo scarto principale della raffinazione della bauxite: si tratta di rifiuti pericolosi che vengono spesso stoccati in laghetti artificiali vicini alle raffinerie, minacciando falde acquifere e non solo, come è apparso chiaro nei giorni scorsi in Ungheria.

Per fortuna la ricerca sta facendo passi avanti nei metodi per recuperarli e ridurne la pericolosità.

Ecco la composizione approssimativa dei fanghi rossi:

30-60% di Fe2O3 (ossido di ferro) che dà il colore rosso al fango
10-20% di Al2O3 (ossido di alluminio)
3-15% di SiO2 (biossido di silicio) è presente come sodio o calcio-allumino silicati
5-10% di CaO (ossido di calcio)
5-10% di TiO2 (biossido di titanio)
2-8% di Na2O (ossido di sodio)

Una volta formati, i fanghi rossi sono pompati lontano dall’impianto per essere scaricati in laghetti artificiali, depositi superficiali che devono essere costruiti e gestiti con … continua

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Dalla bauxite all’alluminio, passando per i fanghi rossi.

October 6th, 2010 by Elisa in Curiosità, Ecologia dell'ambiente

La bauxite è una roccia sedimentaria con un colore che va dal rosso bruno al giallo e costituisce la principale fonte per la produzione dell’alluminio. Per ottenere da essa alluminio puro sono necessari sofisticati processi chimici che producono residui pericolosi come i fanghi rossi.

La bauxite deve il suo nome a “Le Baux de Provence”, la località francese nei Pirenei in cui fu trovata poco più di cento anni fa.
È costituita principalmente da idrossidi di alluminio e presenta impurità date da sostanze amorfe e prodotti argillosi, che le conferiscono varie colorazioni. Infatti, la Bauxite pura è di colore bianco.

Essa è il materiale più importante per la produzione industriale dell’alluminio e nel quale se ne trova la maggior concentrazione percentuale (da 65 a 85%), se si esclude il corindone (o rubino) da cui, però, non è possibile ricavare il metallo mediante i normali processi produttivi a causa dell’alta temperatura di fusione richiesta da questo minerale.

I maggiori giacimenti di bauxite si trovano nelle aree tropicali e subtropicali come Australia, Guinea, Giamaica, Guyana inglese, India ma anche negli USA, in Russia, in Ungheria e nella ex-Jugoslavia. In Italia si hanno giacimenti di modeste dimensioni nel … continua

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