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Sviluppo sostenibile

Greenpeace: Nokia al primo posto nella XVI guida eco-sostenibile.

October 28th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

In questi giorni è uscita la eco-guida dei prodotti elettronici firmata Greenpeace. Una analisi dettagliata di tutte le grandi “case elettroniche”, per stabilire, ancora una volta, quali siano le società più virtuose, e quali invece non facciano cospicui investimenti in produzioni ed elaborazioni sostenibili.

Si tratta del sedicesimo appuntamento con questa classifica delle aziende più “verdi”, ed è interessante capire quali miglioramenti (o peggioramenti) a livello di sostenibilità ambientale siano stati fatti dalle diverse case.

Sotto la lente di Greenpeace sono passati come sempre i più disparati oggetti tecnologici: cellulari, monitor, computer portatili, televisori, console.

Diciotto le aziende coinvolte, tra cui spiccano Toshiba, Sony, Microsoft, Acer, Lg, Nokia, Apple, HP, Samsung.

I criteri valutativi del comportamento delle case sono essenzialmente distinguibili in due sfere: da un lato, “uso di sostanze pericolose”, e dall’altro “responsabilità gravante sul produttore” (vedi gestione adeguata dei rifiuti elettronici).

In testa alla classifica abbiamo Nokia, che raggiunge 7,5 punti su 10 (è sì in testa ma come si vede può ancora migliorare), che viene subito seguita da Sony Ericcson perchè “ha bandito l’uso di sostanze altamente nocive come PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, antimonio, berillio e ftalati. In particolar modo, Nokia ha agito efficacemente anche sulle procedure, ossia agendo su ogni singolo passaggio del processo produttivo/distributivo”.

Nintendo va invece malissimo, a causa  delle sostanze utilizzate, e ricopre l’ultimo posto assieme a Microsoft e Toshiba.

Apple si mantiene stabile come punteggio, ossia 4,9 punti, ma scivola dal quinto al nono posto perché altre società l’hanno surclassata. Anche LG e Samsung hanno disatteso gli impegni che avevano preso.

E’ sempre importante tenere d’occhio il comportamento delle società che immettono nel mercato i prodotti che i consumatori usano e apprezzano; soprattutto per aiutare il consumatore ad orientarsi negli acquisti e a fare scelte consapevoli. La classifica completa è consultabile sul sito di Greenpeace.

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Grom: una grande gelateria sostenibile.

October 21st, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

Società e aziende considerano sempre di più la questione della sostenibilità, e i prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente possono assumere una valenza diversa rispetto al passato.

Il supermercato si è trasformato, da tipico luogo di consumo con esposizione di prodotti di ogni tipo per spingere al consumo, in “tempio di consumo”, ossia un centro di prodotti che sappiano anche dare una valenza etica agli acquisti, che possono così fornire e concretizzare dei valori sociali.

Si vedano imprese che operano scelte finalizzate a offrire esempi veri di questi valori sociali, ad esempio con i prodotti a chilometro zero, i contenitori delle batterie scariche, i depliant sulla raccolta differenziata, etc…

Quindi la grande distribuzione oggi cerca di offrire non solo prodotti ma anche servizi: così Torino diventa grande protagonista del prodotto ecologico Grom Loves World”.

Grom è una gelateria sostenibile dall’impronta particolare, ben organizzata, di proprietà di due giovani torinesi, che qualche anno fa hanno stabilito i cardini della loro azienda:

  1. utilizzare carta certificata, ossia che provenga da foreste correttamente gestite; sostituire la plastica (che deriva dal petrolio) con la bioplastica, che deriva invece dall’amido di mais;
  2. fare la raccolta differenziata di tutti i materiali utilizzati nel consumo di un gelato (coppette e carta da un lato cioè nella carta, coni e cucchiaini dall’altro, cioè nell’organico).

“Grom sa che una grande azienda non è tale solo per la qualità di ciò che produce, ma anche per l’atteggiamento che assume nella società civile”. Questo è uno dei punti centrali di questa azienda agricola. Date un’occhiata al loro sito internet: GromLovesWorld.

Leggi anche il post: Gelateria Artigianale Naturale De’ Coltelli.

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Legambiente stila il rapporto 2010 sulla vivibilità ambientale delle città italiane: i grandi centri urbani vanno male.

October 21st, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

La diciassettesima edizione di “Ecosistema urbano”, generata dalla ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia, ha stilato la classifica delle città italiane più rispettose dell’ambiente.

Si parla di “città virtuose”: ebbene, per quanto riguarda la tematica della salute ambientale, queste città virtuose appartengono tutte alla zona settentrionale del nostro paese. Bologna, Livorno, Siena, Bolzano, Parma, La Spezia, Pordenone, Belluno, Verbania.

Concentrandoci sui PM10 (sostanze inquinanti nell’aria), le città migliori sono Matera, Potenza, Siena, mentre le peggiori sono Milano (che raggiunge altissime concentrazioni di ozono), e a seguire Napoli, Torino, Frosinone, Siracusa.

Per quanto riguarda l’acqua potabile, Milano occupa il primo posto della classifica in negativo, seguita da Lodi e Pescara, mentre Agrigento, Pistoia e … continua

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La COOP lancia la campagna “Acqua di casa mia”.

October 15th, 2010 by Niccolò in Acqua, Aria, Ecologia dell'ambiente, Eventi, Sviluppo sostenibile

Acqua del rubinetto o in bottiglia? Disputa molto importante, ravvivata dagli interventi degli ambientalisti a più riprese. Ma scende ora in campo un colosso della grande distribuzione.

“Sapete quanta strada deve fare l’acqua per arrivare a casa nostra?”

Così esordisce Luciana Littizzetto nello spot della COOP.

La campagna si chiama “Acqua di casa mia”, e si basa sulla sensibilizzazione all’uso dell’acqua del rubinetto, e invita a riflettere su numeri chiari, esposti in bella vista sugli scaffali, insieme alle caraffe filtranti di marchio Coop.

Con 195 litri a testa all’anno, gli italiani sono i primi consumatori d’acqua in Europa, terzi nel mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Dalle fonti alla tavola, il trasporto muove 480mila tir, che, messi uno accanto all’altro formano una fila di 8mila chilometri (Roma-Mosca andata e ritorno).

Questa operazione Coop non punta al guadagno, allo sfruttamento di una idea generale per trarne profitti, ma è un investimento nel futuro, che può senz’altro condurre, in realtà, a delle flessioni di guadagno sull’acqua da parte dei marchi.

La Coop intercetta un trend preciso, quello della diminuzione del consumo di acqua imbottigliata, ma avrà in futuro un consumatore diverso, più maturo e sensibile.

Dopo l’intro iniziale, la popolare comica prosegue lo spot entrando in cucina e avvicinandosi al rubinetto: “…e pensare che hanno inventato una cosa chiamata <tubi>. Per inquinare meno bevo l’acqua del rubinetto: la Coop si impegna a darci un’acqua minerale che arriva da fonti vicine”.

Bisogna insomma rivalutare e utilizzare l’acqua del rubinetto, utilizzare (eventualmente) degli espedienti per depurarla, e preferire sempre le fonti vicine.

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Il mega progetto Desertec tra speranze e paure.

October 15th, 2010 by Elisa in Curiosità, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

L’obiettivo del mega-progetto Desertec è coprire il 15% del fabbisogno energetico europeo usando fonti rinnovabili provenienti da Africa, Medio Oriente e Mare del Nord. Ecco i punti più controversi.

Il network TREC (Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation) è stato fondato nel 2003 dal Club di Roma, dalla Fondazione di Amburgo per la Protezione del Clima e dal Centro Nazionale Giordano per la Ricerca sull’Energia (NERC).

Esso consiste in una rete internazionale di circa 60 tra scienziati (primo fra tutti il nobel Carlo Rubbia), politici ed esperti delle energie rinnovabili. Nel 2009 ha sviluppato il progetto Desertec ed oggi intende metterlo in pratica unitamente ai rappresentanti della politica, dell’industria e del mondo finanziario.

Il concetto su cui si basa il progetto Desertec è che la fonte di energia più abbondante sulla Terra è la radiazione solare che ricevono i deserti delle zone equatoriali: in sole sei ore il deserto del Sahara riceve infatti più energia solare di tutta quella che attualmente … continua

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Torino, 21-25 ottobre: quarta edizione di Terra Madre, per la salvaguardia delle tradizioni locali e della biodiversità.

October 13th, 2010 by Elisa in Appuntamenti, Curiosità, Eventi, Produzione biologica, Sviluppo sostenibile

A Torino dal 21 al 25 ottobre 2010, in concomitanza con il Salone Internazionale del Gusto, avrà luogo la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre.

Questo speciale evento riunirà, per cinque giorni, oltre 5.000 tra rappresentanti di comunità indigene, agricoltori, allevatori, cuochi, docenti e musicisti provenienti da tutto il mondo.

Terra Madre è un progetto concepito da Slow Food, il cui motto è “mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico”.
Esso è nato per dare voce ai piccoli contadini, ai pescatori e agli allevatori di tutto il mondo e per far capire all’opinione pubblica che  il loro lavoro è prezioso sia per conservare le tradizioni locali sia per salvaguardare la biodiversità sul pianeta.

I principali scopi perseguiti in questa ambiziosa iniziativa  sono preservare, incoraggiare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la … continua

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L’ENEL punta sulla mobilità elettrica, partendo da Pisa.

October 4th, 2010 by Niccolò in Aria, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

La mobilità elettrica è in continua evoluzione e coinvolge moltissime aziende su tutto il territorio italiano. Pisa diventa una città-laboratorio, attraverso l’asse Enel-Comune, per sperimentare nei fatti vizi e virtù della mobilità elettrica cittadina.

L’Enel a Pisa ha il suo centro di ricerca, e vuol partire con una grande sperimentazione, perché l’energia è uno dei grandi temi del nostro futuro, e deve essere “efficiente e intelligente”.

L’uso dei mezzi elettrici sostituirebbe così i combustibili, con un forte impatto ambientale positivo specialmente a livello locale, dove ci sono le emissioni più inquinanti e dannose.

Diversi modelli stanno arrivando sul mercato, ed Enel vuole appunto prepararsi bene attraverso la predisposizione (di cui Pisa diviene zona-test) delle infrastrutture giuste, sia pubbliche (ossia per strada) che domestiche.

Queste infrastrutture devono poter interagire da una parte col cliente (riconoscendo il suo mezzo e offrendogli anche dei servizi aggiuntivi) sia con l’intera rete elettrica, … continua

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Associazione Low Impact: sarà il baluardo dell’ambiente?

September 30th, 2010 by Niccolò in Ecologia dell'ambiente, Sviluppo sostenibile

L’associazione Low Impact (letteralmente “basso impatto”), che possiamo considerare in continua crescita, si propone di diventare un esempio per tutti con una forza di tipo “orizzontale”, ossia che tocca molteplici aspetti e raccorda soggetti privati e pubblici.

Propone alle aziende di andare oltre le regole (in senso positivo), per fare business in piena regolarità.

L’associazione sta elaborando dei criteri che definiscano dettagliatamente, per ogni settore merceologico, per le istituzioni, e per i privati cittadini, quali siano i comportamenti concreti in grado di testimoniare un significativo impegno rivolto al rispetto ambientale.

Non basta rispettare leggi e regolamenti in materia e l’ammissione all’associazione è subordinata all’esito positivo della verifica del rispetto dei Disciplinari elaborati dal Comitato scientifico. È una sorta di certificazione, di d.o.c., per fare business nel rispetto dell’ambiente.

Certo, una azienda può essere a basso impatto anche senza aderire ad alcunché, ma è a questo punto che evidenziamo la specificità di Low Impact: la proposta che essa … continua

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Energie rinnovabili: pubblicate le nuove linee guida nazionali.

September 28th, 2010 by Elisa in Aree naturali protette, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Lo scorso 18 settembre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale sono state pubblicate le linee guida nazionali in materia di autorizzazione di impianti da fonti rinnovabili, tra cui impianti eolici e fotovoltaici.

Previste dal Decreto legislativo 387 del 2003 e approvate più di due mesi fa dalla Conferenza Unificata insieme con il Conto Energia 2011-2013, le linee guida erano molto attese perché costituiscono una disciplina unica, valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione normativa del settore delle fonti rinnovabili.

Da adesso le regioni avranno 90 giorni di tempo per mettere a punto le proprie norme.

La costruzione, l’esercizio e la modifica degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili richiederà d’ora in poi un’autorizzazione unica rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che dovrà essere conforme alle normative in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituirà, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.

Solo gli impianti più piccoli (ad esempio impianti fotovoltaici fino a 20 kW; impianti a biomassa fino a 1000 kWe; impianti eolici fino a 60 kW; impianti idroelettrici fino a 100 kW) saranno realizzabili con una procedura semplificata, consistente in una DIA (Dichiarazione Inizio Attività).

Un punto negativo, tuttavia, secondo la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) è dato dalla mancanza di misure obbligatorie e inderogabili almeno per quanto riguarda i siti di maggiore interesse naturalistico. Altro aspetto preoccupante  è il fatto di non aver inserito limiti alla potenza degli impianti.

Salutiamo con favore l’emanazione delle Linee guida nazionali - dichiara la LIPU – che speriamo possano garantire maggiori tutele per l’ambiente e la biodiversità. Ora però le regioni procedano con urgenza emanando le norme attuative: una valanga di progetti potrebbero essere presentati intenzionalmente prima dell’emanazione di tali regole (al fine di evitarne l’applicazione), il che potrebbe significare il colpo di grazia ad aree di estremo valore naturalistico ma anche storico e paesaggistico“.

In questi anni, spiega la LIPU, si è assistito a un proliferare indiscriminato di centrali eoliche industriali che ha gravemente compromesso le aree più sensibili del Paese da un punto di vista paesaggistico e faunistico, portando tra l’altro in alcuni casi a vere e proprie situazioni di malaffare. Questo anche perché gli altissimi incentivi finanziari sono del tutto indipendenti da criteri qualitativi legati al rispetto dell’ambiente da parte degli impianti.

La stessa dinamica che si è avuta con l’eolico si sta replicando oggi con il fotovoltaico, con distese di pannelli che stanno consumando centinaia e centinaia di ettari agricoli.

Oltre alle nuove disposizioni – sottolinea la LIPU – le Regioni devono comunque applicare la misura del divieto di eolico nelle ZPS (Zone protezione speciale) contenuta nel decreto “Rete Natura” emanato nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare.

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La stupefacente Casa Uovo: Più volume e meno superficie per abbattere i consumi di energia.

September 28th, 2010 by Elisa in Casa ecologica, Curiosità, Sviluppo sostenibile

Progetto KasaUovo: quattro architetti e ingegneri pratesi hanno inventato la “Casa Uovo”, una casa prefabbricata fatta veramente a forma di uovo, autosufficiente da un punto di vista energetico e antisismica.

Il progetto KasaUovo è nato da un’idea di Roberto Casati sviluppata brillantemente assieme ad un team di giovani professionisti pratesi: Marco Puggelli, Matteo Puggelli e David Santangelo.

L’idea di fondo non è solo la modularità degli impianti che rendono più semplice l’edificazione: un altro importante obiettivo è l’eco-compatibilità ambientale e l’autosufficienza da un punto di vista energetico.

Le caratteristiche principali della KasaUovo sono:

  1. prefabbricazione e modularità: questo consente di avere bassi costi di realizzazione e messa in opera, ed al contempo una personalizzazione nella disposizione delle aperture e degli ambienti interni.
  2. risparmio energetico (casa passiva): ottenuto grazie ad un involucro esterno termoisolante e fonoisolante, ad infissi termoriflettenti, ad una … continua

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