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CO2

Ue e plastica: proposte per tassarla o vietarla

January 27th, 2014 by Mannienergy in Acqua, Energie rinnovabili

L’Italia va bene e ricicla, ma per l’UE è ancora troppo poco e così rischiamo che vengano tagliati gli incentivi per la produzione. Secondo una ricerca del 2011 condotta dal Gruppo Sanpellegrino, i costi per il riciclo della plastica sono molto alti (1,9 miliardi) ma i benefici economici che ne ha tratto l’Italia dal punto di vista economico, sociale ed ambientale sono ancora maggiori (4,6 miliardi). Tutto ciò è stato possibile anche grazie al notevole risparmio sulle discariche e quindi anche sullo smaltimento di CO2 (ben 23 milioni di euro).

La politica del riciclo ha portato anche alla creazione di nuove figure, ovvero più di centomila posti di lavoro nel settore rispetto ai tre anni precedenti. Se non fosse stato per la politica di prevenzione attuata in questi ultimi anni l’Italia avrebbe speso 539 milioni di euro in più per lo smaltimento di imballaggi e plastica.

Vi chiederete allora come mai l’Italia ... vai al blog

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Cancun (Messico): un accordo tra speranze e incertezze.

December 16th, 2010 by Niccolò in Clima

Nella giornata della conferenza sul cambiamento climatico i governi del mondo hanno concordato decisioni che secondo alcuni rappresentano solo modesti passi nel combattere il cambiamento climatico e nel dare più soldi ai paesi poveri, in quanto “delle decisioni più pesanti sul taglio dell’inquinamento da gas serra si vede scarsa traccia”.

L’accordo prevede un “fondo climatico verde” con 100 miliardi di dollari all’anno di aiuti ai paesi poveri entro il 2020, misure volte a proteggere le foreste tropicali e a sviluppare e condividere nuove tecnologie di energia pulita.

I quasi 200 paesi riuniti a Cancun chiedono inoltre agli scienziati di verificare se sarà necessario abbassare l’obiettivo sulle temperature ad 1,5 gradi, accogliendo gli appelli delle piccole isole che temono di sparire per l’innalzamento degli Oceani (il presidente delle Maldive, che ha definito l’accordo “determinante per la sopravvivenza della mia isola”, lo ritiene altresì “equilibrato e condivisibile”).

Ma non c’è stato alcun progresso importante su come prolungare il protocollo di Kyoto nella parte in cui obbliga quasi 40 nazioni ricche a ridurre le emissioni di gas serra.

E i gruppi ambientalisti sono ora sdegnati non solo per questo aspetto, ma anche perché non è chiaro in che modo i 100 miliardi di dollari l’anno per il “Fondo Verde” per il clima verranno gestiti e distribuiti.

Il principale successo a Cancun, dopo due settimane di colloqui, è stato semplicemente impedire il crollo dei negoziati sul cambiamento climatico, la promozione di sostegno per il passaggio alle economie a basso uso di carbonio e il ripristino della fiducia tra Paesi ricchi e poveri sulle sfide del riscaldamento globale.

Inutile nasconderlo: Copenaghen non ha soddisfatto, benché da lì si prenda anche spunto. Il commissario al clima dell’UE Connie Hedegaars ha affermato “ci aspetta un viaggio lungo e impegnativo, ma ancora non so se un vero accordo giuridicamente vincolante sia fattibile in breve periodo”.

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PNAS: “Demografia e urbanizzazione incidono molto su livelli di CO2″.

October 27th, 2010 by Niccolò in Aria, Clima, Ecologia dell'ambiente, Terra

I cambiamenti nella crescita della popolazione, l’invecchiamento e l’urbanizzazione, potrebbero influenzare significativamente le emissioni globali di anidride carbonica nei prossimi 40 anni.

La ricerca, apparsa su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), è stata condotta da un team internazionale di scienziati.

Lo studio ha dimostrato che un rallentamento della crescita demografica, seguendo uno dei percorsi di crescita più lenta considerato plausibile dai demografi delle Nazioni Unite, potrebbe contribuire a ridurre significativamente le emissioni di gas a effetto serra.

I ricercatori hanno scoperto che questa lenta crescita sino al 2050 potrebbe dare una diminuzione dal 16% al 29% delle emissioni.

Globalmente, il tasso di crescita della popolazione umana è in fortissimo calo, sebbene gli ultimi 100 anni abbiano visto un rapido aumento della popolazione grazie ai … continua

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Le biomasse forestali per produrre energia.

July 5th, 2010 by Niccolò in Clima, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili

Nella lotta all’alterazione del clima attraverso l’uso delle fonti rinnovabili c’è la possibilità di usare la “biomassa forestale”. Gli impianti a biomassa si caratterizzano per la capacità di bruciare materiale organico come scarti di segherie o colture dedicate ad uso energetico, per produrre calore e/o elettricità.

La gestione sostenibile delle foreste e l’uso di biomasse legnose per la produzione di energia e di prodotti rinnovabili rappresentano probabilmente il più rilevante contributo degli ecosistemi forestali alla riduzione della concentrazione atmosferica di gas serra, come richiesto dal Protocollo di Kyoto.

Sul quadro normativo, se ci riferiamo ad impianti alimentati a biomasse legnose per la produzione di energia elettrica o cogenerazione, le soglie da considerare sono molto precise: fino a 200 kw è necessaria semplicemente una DIA (Denuncia di Inizio Attività: è un atto di tipo amministrativo), mentre oltre questa soglia bisogna considerare l’Autorizzazione Unica, nell’ambito della “conferenza di servizi”, il che significa seguire una procedura un po’ più complessa.

Recentemente è stata considerata l’idea di utilizzare la DIA fino ad un 1Mw di produzione elettrica, ma sono stati espressi dei dubbi, perché, se così fosse, un soggetto … continua

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Colin Beavan pubblica “Un anno a impatto zero”.

June 21st, 2010 by Diego in Curiosità, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Salute e benessere, Sviluppo sostenibile

Colin Beavan è un bravo scrittore che, prima di scrivere questo interessante libro, si era cimentato in argomenti che nulla avevano a che vedere con l’ambientalismo. Un giorno, però, si mise in testa di provare a vivere a New York a impatto zero, cioè senza emettere CO2.

impatto-zeroConvinse la famiglia a seguirlo in questo esperimento, e iniziarono subito dalla spazzatura, ridotta quasi a zero, poi proseguirono con la spesa dal contadino, l’uso di prodotti esclusivamente locali, la riduzione dei consumi, e così via.

Beavan ha cercato innanzitutto di coinvolgere la sua piccola figlia, perché “l’educazione dei figli è il futuro della nostra società”.

Non sono mancati chiaramente i momenti di lieve sconforto e difficoltà, vedi la decisione di non utilizzare più l’energia elettrica, il che lo ha portato ad esempio a fare il bucato a mano, come facevano le nostre nonne.

A volte diventava difficile, confessa Beavan, tant’è che in tali casi il desiderio di utilizzare la lavatrice sembrava predominare; ciò perché nella nostra cultura si tende spesso … continua

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Auto elettrica: l’importanza degli strumenti sul territorio e il problema del litio.

June 14th, 2010 by Diego in Aria, Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Qualche settimana fa la Commissione Europea ha presentato un progetto sul modello di auto del futuro, che si fonda su due pilastri: miglioramento delle prestazioni ambientali e uso di motore a freddo.

auto-elettricheSecondo Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, il modello che ha più chances di diffondersi in modo cospicuo è quello dell’auto elettrica, e non quello a idrogeno, pur essendo anche quest’ultimo da considerare come possibilità in sostituzione delle attuali auto a benzina.

Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca sono paesi già molto operativi, mentre in Italia i segnali sembrano essere un po’ più timidi.

Ma Tajani assicura che anche qui cresce la volontà di usare l’auto elettrica, con, però, delle difficoltà da non nascondere.

Ad esempio, la FIAT sta già producendo 500 auto elettriche negli Stati Uniti, quindi la tecnologia non manca, ma le questioni spinose sono altre: la risposta del … continua

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A Roma verranno usate le prime Smart Electric Drive.

May 21st, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

I politici dovrebbero dare il buon esempio ed il sindaco di Roma, Alemanno, ci prova concretamente, con la Smart Electric Drive.

smart-electric-drive“L’ambizione di Roma è essere Capitale dell’impatto zero” ha affermato Alemanno.

E l’obiettivo è difficile da raggiungere, visto che Roma, ad oggi, è la città italiana più motorizzata e ne paga le conseguenze sia in termini di emissioni di CO2 e PM10 e in termini di traffico e carenza cronica di parcheggi.

Tutto parte dal progetto di mobilità sostenibile stipulato Smart ed Enel, definito il primo e il più importante progetto congiunto a livello mondiale per lo sviluppo della mobilità elettrica.

Roma diviene la prima città di questa sperimentazione, e poi a seguire Pisa e Milano con, complessivamente, cento vetture elettriche.

L’importanza di Roma in questi test si deve al protocollo d’intesa stipulato, appunto, dal Comune di Roma con Enel, con l’obiettivo di installare, a partire dai prossimi … continua

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Ligabue aderisce al progetto Impatto Zero di Lifegate.

May 14th, 2010 by Elisa in Aree naturali protette, Clima, Curiosità

E’ da alcuni giorni disponibile in cd, vinile e download digitale “Arrivederci, mostro!”, l’ultimo album del rocker emiliano Ligabue.

impatto_zero Anche in questa occasione il cantante ha confermato il proprio impegno per l’ambiente aderendo al progetto Impatto Zero dell’impresa LifeGate per compensare le emissioni di anidride carbonica generate dalla realizzazione del disco.

La collaborazione del cantante con LifeGate è iniziata nel 2007: a impatto zero, infatti, sono stati gli ultimi tour italiani di Ligabue ed il disco “Secondo Tempo”.

Per la stampa del nuovo disco – pur prodotto con materiali ecosostenibili come carta e cartoncino certificati Fsc – verranno generati 76.000 kg di anidride carbonica, che saranno compensati con la creazione e tutela di oltre 11.000 mq di foreste in Madagascar.

Impatto Zero è un innovativo progetto italiano ideato nel 2001 dall’impresa LifeGate che calcola, riduce e compensa le emissioni di CO2 generate dalle attività di persone, eventi, prodotti e aziende attraverso la tutela di foreste che si trovano in Italia … continua

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FSS: “Mantenendo trend pro-rinnovabili, il nucleare è inutile”.

May 11th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili, Sviluppo sostenibile

Il dibattito sull’energia nucleare e sulla sua utilità è sempre acceso; gli esperti si esprimono a cadenze varie, a favore o contro.

FSSMa probabilmente, in prospettiva, le centrali nucleari non saranno così utili come il governo fa capire, perché continuerà ad aumentare l’adesione alle rinnovabili.

Si stima infatti che i consumi elettrici subiranno una contrazione notevole, e le rinnovabili nel 2030 arriveranno a produrre fino al 45% dell’elettricità consumata.

Ad affermarlo è la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che ha presentato, proprio pochi giorni fa, un rapporto denominato “Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030″.

Il rapporto prende in considerazione due scenari: uno virtuoso, blu, con un miglioramento di efficienza elettrica ed uno, grigio, di peggioramento dell’efficienza elettrica. … continua

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Calano i consumi di elettricità: obiettivi Kyoto a portata di mano per la crisi economica.

May 11th, 2010 by Diego in Ecologia dell'ambiente, Energie rinnovabili

Oggetto di dubbi e critiche, il Protocollo di Kyoto entrò in vigore nel febbraio 2005, con il fine di fronteggiare la minaccia dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici, tentando la salvaguardia non solo dell’ambiente ma anche dell’economia.

protocollokyotoCon la crisi economica che in questi mesi ha toccato dei picchi altissimi, a livello di consumi energetici si stanno raggiungendo, come un riflesso condizionato, risultati inaspettati: nel settore elettrico gli obiettivi di Kyoto sono quasi raggiunti.

Era previsto che l’Italia dovesse ridurre le sue emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990, e le stime degli ultimi due anni indicano un positivo trend di riduzione delle emissioni.

Riusciamo ad affermarlo consultando il Rapporto “Scenari elettrici post-crisi al 2020 e 2030″ della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, rapporto in cui leggiamo che le emissioni di CO2 sono scese nel 2009 del 5,5% rispetto al 1990.

E queste riduzioni potrebbero benissimo proseguire, se il paese continuasse, … continua

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